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J-Pop: Focus On Sengoku Armors PDF Stampa E-mail
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Scritto da Andrea "Ryo" Consonni   
Martedì 17 Luglio 2012 06:41

Nuovo focus on di presentazione per una delle prossime uscite J-Pop: Sengoku Armors, che trovate già recensito su Animangaplus.

Direttamente da SHONEN JUMP una nuova miniserie action, ambientata nella turbolenta epoca Sengoku!

Pubblicata in due volumi nel 2011 ma serializzata a partire del 2010 su Shonen Jump, Sengoku Armors è la prima opera importante di Shota Sasaki, autore venticinquenne premiato nel 2006 con una menzione d’onore al Tezuka Award, finalmente approdato sull’ambitissimo palcoscenico della rivista shonen per antonomasia.

Rivisitazione in chiave fantastica di un periodo storico spesso evocato in diverse storie di manga, quel periodo Sengoku (1478-1603, altrimenti noto come “periodo degli stati combattenti”) che è sfociato nell’unificazione politica del Giappone sotto lo shogunato Tokugawa dopo più di un secolo di conflitti intestini, Sengoku Armors ci conduce nel 1592 presso il castello di Gifu, dove un monaco di nome Tenkai vigila da lontano sulla giovane principessa Ocho, figlia del defunto signore  Oda Nobunaga e promessa sposa del suo successore Toyotomi Hideyoshi, dieci anni dopo la morte del padre. Quando la principessa comincia il viaggio alla volta di Naniwa (Osaka) per andare incontro a un matrimonio politico con l’odiato Toyotomi, responsabile a suo dire della morte del genitore allo scopo di usurparne il posto, viene salvata da Tenkai e dal compagno di questi Mukkun.  Ma si tratta di un rapimento o della salvezza per lei? Chi è Tenkai e perché ha tanto a cuore le sorti di Ocho?

 

 

Sengoku armors 1

 


Dietro al volto mite di Tenkai si cela in realtà colui che è passato alla storia come “il traditore del paese”, Akechi Mitsuhide, vassallo di Oda Nobunaga e  responsabile del suo suicidio forzato con l’assalto al tempio di Honno nel 1582. Ma è andata veramente così? Sasaki “riabilita” Akechi introducendo l’elemento fantastico delle Sodom, armi potentissime e terribili nate purificando i cadaveri di antiche bestie sacre, le quali conferiscono poteri divini al loro portatore in cambio della sua energia vitale. Create dallo stesso Oda per riportare la pace e la giustizia nel paese sconvolto da più di un secolo di caos e violenza, le Sodom hanno finito per diventare lo strumento  necessario a Toyotomi per soddisfare la sua sete di potere e diventare signore assoluto del Giappone. Si svela così la verità di quanto accadde dieci anni prima, un complotto ordito da Toyotomi per impossessarsi delle Sodom, eliminare Oda e infangare allo stesso tempo il nome del vassallo a lui più fedele, quell’Akechi Mitsuhide che rappresentava un potenziale ostacolo per la sua ascesa quale padrone del Giappone.

Dopo i tristi eventi del tempio Honno, Akechi ha vissuto nascosto sotto le spoglie di un monaco aspettando l’ora della rivalsa, nella quale poter lavare la macchia della vergogna subita e proteggere quella che a tutti gli effetti è la sua padrona, Ocho, la figlia del grande Nobunaga, alla quale aveva promesso, quando ella era ancora fanciulla, di offrire un mondo migliore. Ora il momento di adempiere a quella promessa è giunto: Akechi e Mukkun insieme alla loro principessa ritrovata possono muovere verso Naniwa contro il dispotico Toyotomi e rovesciare il suo dispotico governo!

Classico shonen d’azione che sa alternare sapientemente combattimenti e umorismo, Sengoku Armors ricalca i tratti tipici del genere: un gruppo di “eroi” mosso da una giusta causa contro dei nemici sempre più pericolosi, la centralità di valori quali quelli di giustizia e fedeltà, il ricorrente spirito di sacrificio e abnegazione e il ricorso a scenette comiche tipicamente declinate intorno a qualche presunta perversione sessuale di uno dei personaggi. 

Ecco così che troviamo Akechi scontrarsi contro nemici via via più forti mentre scopriamo i poteri delle Sodom e la distinzione tra quelle prodotte in serie e le cinque Sodom dei vassalli, una delle quali, il guanto Karura, è proprio in mano al protagonista; ecco così che vediamo aggregarsi al trio composto da Akechi, Mukkun e Ocho altri personaggi come il leggendario Ishikawa Goemon (1558-1594), sorta di Robin Hood giapponese che rubava ai ricchi per dare ai poveri, già ispiratore del suo supposto tredicesimo discendente e omonimo nel Lupin III di Monkey Punch; o ancora, per finire sempre a titolo d’esempio, ecco le gag con le proposte (semi) indecenti di un Akechi invaghito della bella Ocho e il suo fido Mukkun, monaco censore che frena le presunte depravazioni del suo maestro. 

 

 

Sengoku armors  2 j-pop

 


Nel rispetto dei canoni classici del mainstream shonen Sasaki riesce a produrre un’opera che non innova ma che merita attenzione, forse penalizzata dalla brevità che non consente uno sviluppo dell’intreccio più ampio o una caratterizzazione dei personaggi più approfondita, ma assolutamente godibile, divertente e accattivante, in grado di catturare il lettore e di mantenere una buona tensione narrativa; in questo senso, aldilà delle letture storiche e delle licenze funzionali alla trama, l’inserimento delle vicende entro una precisa cornice temporale contribuisce certamente a dare spessore alla storia e a fornirle un certo grado di verosimiglianza, pur conservando alla base quell’elemento fantastico che è poi il fulcro intorno al quale ruotano le vite dei protagonisti.


Francesco Calderone


SENGOKU ARMORS
2 volumi serie conclusa
11X17 cm, bross. + sovraccoperta
192 pp
5,50 €
DATA DI USCITA: 27.7.2012

 

 

 

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