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Intervista con Cristian Giorgi, adattatore di Orange Road PDF Stampa E-mail
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Scritto da Andrea "Ryo" Consonni   
Lunedì 22 Ottobre 2012 06:17

Foto di Cristian

Due chiacchiere con Cristian Giorgi, adattatore della nuova edizione di Kimagure Orange Road, edita da J-Pop

 

Ciao Cristian, è un piacere fare questa chiacchierata con te, dopo tanto tempo che ci si conosce.


Da dove viene la tua grande passione per Orange Road?


Dunque... ovviamente è cominciata con “È quasi magia Johnny”. All’epoca della prima trasmissione in Italia avevo la stessa età del protagonista, per cui era facile immedesimarsi. Quindi se volessi essere riduttivo direi che la mia passione per KOR deriva da Madoka (LOL). Ma se volessi essere più esaustivo direi che a una visione non superficiale l’anime offre molti spunti di riflessione. La principale è probabilmente questa idea della felicità come un attimo che si vorrebbe che durasse per sempre. Ma un attimo per definizione è destinato a passare. Ecco, probabilmente sono affascinato dal fatto che l’anime sembri così solare e giocoso, mentre nasconde sotto di sé un filo di malinconia. Queste però sono considerazioni che ho fatto anni più tardi.

Per il resto, proprio per amore di Orange Road in tempi remoti recuperai i volumetti giapponesi del manga e la videocassetta del primo film (all’epoca in Italia erano inediti). Era la prima volta in assoluto che mi imbattevo nella scrittura e nel linguaggio giapponese. Il film poi mi colpì tantissimo, anche se non capivo nulla dei dialoghi. Forse è stato in quel momento che ho deciso “devo sapere cosa dicono”, portandomi più tardi allo studio del giapponese.


Quanto cambia dalla versione TV andata in onda su Italia1 e il manga originale, sia in fatto di storia che di adattamento?


Il fatto è che già la versione giapponese integrale differisce molto dal manga originale. Il lavoro di registi e sceneggiatori non si è esaurito nel rimontare le storie ideate da Matsumoto per adattarle alla televisione, ma è proseguito intervenendo anche con idee proprie. Per alcuni può essere una scelta opinabile, però il risultato finale è che abbiamo due storie apparentemente simili ma che differiscono molto, anche nella caratterizzazione dei personaggi. C’è comunque da fare notare che quando iniziò la produzione dell’anime il manga era già molto avanti come serializzazione (al volume 10 dell’edizione classica), quindi lo staff aveva una visione d’insieme che probabilmente Matsumoto all’inizio nemmeno possedeva. Per contro un episodio fondamentale come quello dell’albero dei ricordi uscì su rivista più o meno in contemporanea con la trasmissione della prima puntata. Dato che quegli avvenimenti sono la chiave di volta di KOR, lo staff si mise subito al lavoro per utilizzarli come ultimo episodio della versione televisiva. Ad ogni modo, la differenza che più salta agli occhi è il diverso comportamento di Kyosuke. Nel manga a volte è davvero indeciso fra Madoka e Hikaru, mentre nell’anime la seconda per lui è come una sorella minore e nulla più.

Per quanto riguarda la versione di Italia 1, come è noto è stata vittima di molte censure. C’è addirittura un episodio che dura 13 minuti, per non parlare dei due eliminati. Le vittime dei tagli sono state più che altro le scene considerate come “maliziose”, ma l’impressione è che per stare sicuri a volte ci siano andati larghi con le forbici. Per quanto riguarda i dialoghi, ci sono parti inventate di sana pianta e altre con i contenuti abbastanza corretti. Solo che spesso “abbastanza” non è sufficiente.


Quanto cambia tra questo nuovo adattamento e quello della vecchia edizione del manga curata da Star Comics?


La prima cosa è che l’edizione J-Pop mantiene il senso di lettura originale, mentre le edizioni Star (sia la prima che la seconda) avevano le pagine ribaltate. Poi un’altra scelta diversa è stata quella di mantenere l’utilizzo dei suffissi onorifici giapponesi. Ci sono manga dove la loro assenza non pesa, ma in KOR molto delle dinamiche fra i personaggi è suggerito proprio dall’utilizzo di queste particelle. Per quanto riguarda la traduzione in sé, l’edizione Star era curata da Simona Stanzani che personalmente non conosco ma di cui ho una grande stima, quindi a riguardo della correttezza del suo operato potrei mettere una mano sul fuoco. Tuttavia, ho maturato l’idea che il problema di quell’edizione fosse il lettering. Dato che all’epoca si eseguiva ancora a mano, la redazione si sarà trovata in difficoltà ad inserire frasi molto lunghe in balloon piccoli. La soluzione è stata omettere dei dettagli o mozzare del tutto alcune frasi. Il senso generale dei discorsi non è cambiato poi tanto, ma a volte sono i piccoli dettagli a fare la differenza. Dettagli che saranno tutti ben presenti nell’edizione J-Pop.


Quali sono le difficoltà a cui sei andato incontro adattando questo manga?


Niente di particolarmente difficile. Semmai alcune cose hanno richiesto un minimo di ricerca, perché il manga è ambientato negli anni ’80 e talvolta i personaggi parlano di cose che oggi non esistono più. Per spiegarle ai lettori sono state inserite all’occorrenza delle note esplicative.


Adattare un manga che si conosce e si ama già, rende più facili o difficili le cose?


Probabilmente le rende più difficili, perché amandolo molto non sei mai soddisfatto della resa italiana. Traducendo, bisogna arrendersi al fatto che passando da una lingua all’altra alcune cose si perdano. Magari non tanto nei contenuti, ma nella forma. Il lavoro di traduttore è anche quello di trovare un giusto compromesso.


Come nasce la tua collaborazione con J-Pop?


Sapendo che sono un grande appassionato e conoscitore della serie, Jacopo mi ha chiesto di tradurre la nuova edizione del manga di KOR. Ovviamente, non era possibile che gli dicessi di no.


Se dovessi scegliere un altro manga e/o anime su cui ti piacerebbe lavorare, cosa sceglieresti?


Fra quelli che hanno già avuto un’edizione italiana, il primo in assoluto è Touch.

Fra gli inediti, Ookiku Furikabutte. Però le probabilità che un titolo del genere venga proposto qui da noi sono bassissime.

Per gli anime, Zettai Shonen.

Senza contare il primo film di Orange Road, di cui ancora non esiste una versione integrale in italiano.


Grazie mille per la disponibilità, a presto!


Ciao e grazie a te!


Leggete qui la nostra recensione di Orange Road!

 
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