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Lucca 2013: incontro con Inio Asano PDF Stampa E-mail
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Scritto da Andrea "Ryo" Consonni   
Venerdì 01 Novembre 2013 16:22

Inio Asano ha incontrato la stampa oggi a Lucca Comics 2013.

inioi asano lucca comics 2013 Anche Inio Asano e' introdotto da una breve scheda di Marco Pellitteri.

E poi via all'intervista:

E'piu' difficile far entrare la realta' in un opera di fantasia o far sembrare reali mondi fantastici?
Un manga racconta qualcosa di fantasia, anche se basato su vita reale.
Queste sono le regole del manga. Io preferisco raccontare la realta' come se fosse reale. Sarebbe un rivoluzione. Ho voluto fsre qualcosa al contrario, ovvero portare la relata' nei manga. Ora questo e' il mio stile e ora per me e' piu' facile creare questo mondo. La mia sfida e' fare il contrario di tutto.
Il campo dell'arcobaleno e' ritenuto da molti confusionario per il simbolismo utilizzato nell'opera. Lei cosa voleva comunicare con quest'opera?

Quando lo disegnavo ero giovane. Non c'era Internet e vivevo a Tokyo, ma le informazioni erano poche rispetto ora.
Quando  creo decido la storia da inizio a fine. Ma in quel caso ho iniziato senza decidere la fine. In quella situazione non avevo tante informazioni e stimoli da Tokyo. Io pensavo alla capacita' del linguaggio dle manga. Ora una regola e' che il manga sia comprensibile. Il mio messaggio era quello di creare confusione nei lettori.
Nelle sue opere il passaggio chiave e' il passaggio dall'adolescenza alla maturita'. Come  e' cambiato il rapporto tra i giovani e la citta' e le informazioni?

Come porta questo momento di passaggio sui manga descrivendo la realta'?
Una volta le informazioni arrivano dalla carta, ma piu' lente.
Ora la comunicazione e' cambiata con Internet e i social network.
A me questo non piace. Io faccio il professionista di manga perche' volevo esere capito. Ora che mi capiscono, questa velocita' mi da noia. Io ci sono arrivato tardi, ma non mi piace questo tipo di comunita' che si viene a creare.
Buonanotte Pun Pun. da cosa nasce il personaggio completamente  diverso dagli altri? Da cosa nascono i due stili di disegno utilizzati nel manga?

Un motivo e' che tutti i personaggi del manga sono curati nell"aspetto. Ma l'impressione del pubblico viene limitata. Magari  piace la storia e non l'aspetto quindi non viene letto. Ho voluto dare la possibilita' di immaginare il personaggio come piace al pubblico.
L'altro motivo,meno serio, e' il poco tempo per disegnare. Quel personaggio lo disegno in 5 secondi. Quando devo consegnare e sono in ritardo,  ci sono piu' monologhi perche' devo disegnare di meno e ci sono piu' discorsi scritti.
Quanto  influisce il tipo di serializzazione e di testata sullo stile utilizzato?

Io pubblico su Big Comic Spirit di Shgakukan, di cui ero lettore. Essendolo stato, capisco il target e il pubblico cosa vuole da questa rivista. Quindi non ho variato molto il mio stile.
Non cambio il mio stile, ma magari cambia in caso cambi il coproduttorre, in base al feeling. Quando ero lettore era 15 anni fa. In teoria dovrei cambiare qualcosa, ma io non cambio.
Quanto un autore e' consapevole che una sua opera possa essere tradotta in altre lingue e altri media? Quando disegna pensa a sviluppi futuri o solo al manga?

Di solito non immagino altri usi. Ma il mio modo di pensare e' quello di immaginare  il movimento. Quando Solanin e' diventato un drama, e' ststo ottimo, ma troppo ottimo per me. Pericio' ho disegnato Pun Pun in modo che fosse difficile da trasporre.
Ora che ho finito Pun Pun, la prossima opera la impostero' perche' possa essere trasposta.
Ieri  ho parlato col traduttore delle me opere e ho capito che ha inteso cosa volevo dire. Non amo usare i modi di dire dell'epoca, ma spesso utilizzo un modo di esprimersi volgare, che e' quello  che la gente usa e anche qui mi sembra che la cosa sia stata colta in fase di traduzione.

Nelle sue opere ci sono i lavoratori temporanei che cambiano spessso lavoro.Cosa  ne pensa e perche' ne e' affascinato?

Anche io lo sono stato da giovane. Anche  per darmi  coraggio disegnavo consapevole di questo stato. A me piace lavorare e ora che vivo del mio lavoro, penso che ad alcuni di loro piaccia essere precari e a loro piace la mia opera e mio sostengono. Al momento penso che loro ora debbano lavorare.

 

 

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