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Lucca 2013: Incontro con Kengo Hanazawa PDF Stampa E-mail
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Scritto da Andrea "Ryo" Consonni   
Sabato 02 Novembre 2013 11:03

L'autore di I Am Hero incontra la stampa italiana al press cafe di Lucca Comics.

kengo hanazawa I Am Hero Lucca Comics
La tematica dell'annullamento dell'umanita' e' molto sfruttata nella letteratura e al cinema. Come mai secondo lei?
Di sicuro a livello mondiale c'e' un senso di soffocamento, che causa il successo di questi temi, in particolare in Giappone eventi come il terremoto sono stati  importanti.
Quanto di Hanazawa c'e' in Hideo?
Utilizzare me stesso vome modello e' il modo piu' efficace per dare realismo. Siamo molto simili. Ma Hideo e' piu' coraggioso di me.
In I Am a hero afferma che i manga non sono apprezzari in Giappone. Condivide questa convinzione e secondo lei da dove deriva?
Il fenomeno dei manga si e' ingigantito fiino a rappresentante di una cultura, ma nonostante tutto i giapponesi li guardano dall'alto in basso perche' sono esterofili.
La tematica degli zombies ha successo di recente. Quale e' stata la sua ispirazione e quanto questa tematica riflette la societa' giapponese odierna?
L'alba dei morti viventi, Rec e 28 giorni dopo, dove si vede lo zombie che corre.
La societa' giapponese e' caratterizzata dall'uniformita' e quindi gli zombies, tutti uguali, la riflettono bene.
Il manga ha un impatto sociale, che condiziona l'impressione che la gente ha del Giappone anche qui in Italia. Cosa ne pensa di questa immagine del Giappone che la gente ha attraverso i manga?

Il valore del manga in Italia mi fa molto piacere. Anche in Italia si tende a sottovalutare il prodotto autoctono per quello estero, ritenuto piu' cool.
Come e' vissuta in Giappone l'influenza che il cinema orientale sta avendo su quello internazionale?

Sicuramente mi fa piacere. D'altro canto forse Hollywood ha finito le idee. Mi auguro che anche una mia opera sbarchi al cinema a Hollywood.
Se avesse iniziato il suo manga dopo il terremoto, forse ci si sarebbe potuto ispirare al posto della tematica degli zombies?

No assolutamente. Non sarebbe cambiato nulla.
Come mai l'idea dell'epidemia zombie per contagio e non per resurrezione?

Il Giappone non ha cimiteri da cui far uscire i cadaveri. E poi voglio portare avanti l'idea della ricerca della causa del contagio.
In Ressentiment, ci sono punti di contatto con opere storiche sull'amore virtuale? L'arrivo del virtuale ha cambiato i rapporti personali nel mondo?

Si, mi sono ispirato forse a Video Girl Ai, che leggevo all'epoca.
Una realta' virtuale come quelal che c'è al giorno d'oggi influenza la presenza di fenomeni sociali come quelli degli hikikomori, che stanno sempre chiusi in casa isolati.
Hideo e' ragazzo ossessionato da visioni e paure, presentato in un capitolo uno quasi senza dialoghi. Come e' nata questa idea?

I Am A Hero esce su un settimanale. Si era deciso che la tematica sarebbe stata quella degli zombies. L'idea viene dal mio essere fobico, e quindi ha tratto ispirazione da se stesso. L'idea di fare il capitolo uno in quel modo è venuta dopo una pianificazione attenta insieme all'editor.
Hideo nonostante tutto segue sempre le convenzioni sociali e resta onesto. Ha a vedere con la sua personalita' o e' una critica alla societa' moderna?

In qualche modo quell'aspetto e' comune al giapponese medio. Anche nel terremoto del 2011 non ci sono stati atti di vandalismo e sciacallaggio. E' un modo per contenere il panico e la paura.
In Boys On The Run e I Am A Hero il protagonista si trasforma da perdente ad eroe. Come mai questa scelta ripetuta in più opere?

Se disegnassi un supereroe non lo sarebbe. I personaggi sono perdenti perche' si ispirano a me. Forse quando saro' maturato creero' altri tipi di personaggi.

 

 
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