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Porco Rosso: La recensione PDF Stampa E-mail
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Scritto da Andrea "Ryo" Consonni   
Domenica 14 Novembre 2010 10:03

Finalmente arriva in Italia uno dei film più divertenti e amati di Hayaho Miyazaki. Da non perdere assolutamente.

 

Scheda Tecnica

Distributore Lucky Red

Tipo Film

Genere Avventura

Anno di Produzione 1992

Anno uscita in Italia 2010

Marco Pigot era uno dei migliori piloti dell'aviazione italiana. Sopravvissuto a una terribile battaglia aerea, si ritrova trasformato in un maiale con fattezze umane. Ritiratosi dall'aviazione, vive nell'Istria, dove si guadagna di che campare dando la caccia ai pirati dell'aria a bordo del suo idrovolante rosso, grazie al quale si è conquistato il soprannome di Porco Rosso. I pirati dell'aria, ormai allo sbando per le continue sconfitte subite da parte di Porco Rosso, assumono un pilota mercenario americano, Donald Curtis, per sconfiggere il loro acerrimo nemico. Porco si risolleverà grazie all'aiuto di una giovane meccanica e progettista di aerei, la graziosa Fio Piccolo, che sembra essere l'unica in grado di arrivare a toccare davvero il cuore del burbero maiale.


Finalmente, dopo diciotto anni di attesa, arriva in Italia Porco Rosso, uno dei film più divertenti e amati del maestro Miyazaki (basta pensare che i sacchetti dello shop del Ghibli Museum di Tokyo riportano l'effige del capo del gruppo di pirati Mamma Aiuto, con tanto di scritta in italiano).
Porco Rosso è la sintesi di come Miyazaki intende il cinema. È un film poetico, avvincente, romantico, delicato, drammatico e anche divertente. Un insieme di sentimenti che travolge lo spettatore, che rimane incantato dal perfetto connubio tra immagini e storia, perdendo quasi la cognizione del tempo (io stesso, quando si sono accese le luci per l'intervallo, mi sono reso conto che erano già passati, senza che me accorgessi, ben cinquanta minuti di film).


Questo è come un film dovrebbe essere. Non solo un film animato, ma un qualsiasi film. Deve appassionare, stupire, meravigliare, far sognare. Un capolavoro fuori dal tempo e dalle mode, che ancora oggi, dopo diciotto anni dalla sua uscita, è attuale e meraviglioso, perchè i sentimenti non passano mai di moda.

L'età media degli spettatori in sala era tra i 25 e i 40 anni, ma mi ha fatto molto piacere vedere un gruppo di bambini, che erano quelli che ridevano più di gusto. Questo è la prova che il cinema di animazione giapponese è davvero senza età ed è il momento che anche gli esercenti italiani se ne rendano conto, cominciando a programmarlo in più sale e non solo in orari pomeridiani, per dare la possibilità a tutti di fruirne.

Un ultimo appunto lo voglio fare ad un certo tipo di stampa italiana, che in questo capolavoro ha saputo vedere solo la vena antifascista, che si condensa in una sola, brevissima, battuta del film, ma che in alcune recensioni si è guadagnata addirittura un posto nel titolo dell'articolo. E' ora di finirla di voler politicizzare a tutti i costi qualsiasi tipo di film. Vedere la vena politica in un film come questo, dove costituisce l'1% della storia, vuole dire non averlo seguito con l'attenzione che meritava ed essersi persi il concentrato di emozioni e sentimenti che sa regalare uno dei film più belli di uno dei più grandi registi al mondo.

VOTI

 

Film OTTIMO

 

Edizione Italiana BUONO

 

 
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