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Intervista esclusiva: Jacopo Costa Buranelli: Scittore ed editor J-Pop PDF Stampa E-mail
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Scritto da Andrea "Ryo" Consonni   
Martedì 28 Dicembre 2010 10:41

In occasione della recensione del suo primo libro, un'intervista esclusiva a Jacopo Costa Buranelli, line editor di J-POP

 

 

 

 

 

 

 

 

1. Buongiorno Jacopo, sono felici di poter fare questa chiacchierata con te.

Per me è un grande onore.

2. Parliamo innanzitutto dello Jacopo Costa Buranelli scrittore. Cosa ti ha spinto a cimentarti in questa avventura?

In realtà è dai tempi del liceo che mi dedico alla scrittura. Ho iniziato con alcune sceneggiature per cortometraggi (vedi “Manila” di Francesco Segrè) e diverse raccolte di racconti brevi. Non ho mai smesso di inviare i miei lavori alle case editrici e ai concorsi letterari, finché l’editore Cooper ha creduto nella saga di Giorgio Solari e ha deciso di pubblicarla.

3. Milano è la tua città, so che la ami molto. Cosa hai provato a raccontarla, invece di viverla?

Milano è una città unica. Riesci ad amarla e a odiarla allo stesso tempo. Se sei nato a Milano ti rendi conto di quanto non sia una vera e propria metropoli, ma al contempo non puoi non subirne il fascino metropolitano. Milano è elegante e decadente allo stesso tempo. Inoltre, è spietata... probabilmente è la città più spietata d’Italia e questo la rende algida, matura, diabolica. Il palcoscenico ideale per le avventure dello sciamano metropolitano Solari che praticamente non riesce ad allontanarsi da Milano, seppur desiderandolo. Milano è la mia città, è stato lo scenario di tutte le fasi della mia vita e anche io faccio fatica a prenderne le distanze. A differenza di altre città italiane, dal fascino più evidente, Milano ha una poesia variegata che passa dalle luci del centro ai bar di periferia, dai cimiteri grigi alle case di ringhiera. Milano non si descrive, si racconta e per me è stato molto importante riuscire a farlo. Tra l’altro, quando presentai il progetto all’editore, temevo che tutta questa “milanesità” risultasse troppo campanilistica, invece le immagini della città sono piaciute e mi hanno permesso di continuare su questa strada.


4. Giorgio Solari. Un farmacologo, un alchimista, uno sciamano. Perchè un personaggio così variegato invece che il classico detective dei racconti noir?

Volevo inventare un personaggio nuovo. Inizialmente, la mia idea era quella di un esorcista laico, un tizio che invece di bibbia e crocifisso, si scontrasse con le forze del male armato di valium e antibiotici. La chimica e la ricerca farmacologica hanno fatto passi da gigante al punto tale da lasciarci spesso basiti di fronte agli effetti delle varie sostanze. La figura del medico ci affascina sempre di più perché ci libera da mali sempre più atroci; alcuni medici sono praticamente dei supereroi (vedi Dr. House) e noi, che non siamo laureati in medicina e che non parliamo il “medichese”, li vediamo sotto un’ottica quasi mistica. Nonostante il progresso della scienza, restiamo però attaccati alla tradizione, al rimedio fatto in casa e al rito che, in quanto tale, rimane invariato nel tempo. Quanto ha ragione la scienza e quanto c’è di vero nella magia? Solari vuole rappresentare questo dubbio, vuole farci capire che nessuno ha pienamente ragione e quindi mischia la morfina con il feng shui. Alla fine non so se ce l’ho fatta a creare un nuovo “tipo figo”. Solari ha due figure di riferimento, uno sta nel mondo dei fumetti (John Constantine) e l’altro nella letteratura (Scerbanenco, da cui prende in prestito il nome di battesimo).

5. Da dove l'idea dei titoli dei racconti abbinati a brani musicali? In base a cosa li hai scelti? Quale tipo di musica ti piace di più?

Spesso mi capita di scrivere un racconto partendo dalle emozioni suscitate da una canzone. Quando guardo un film sono sempre molto interessato alla colonna sonora e mi piace pensare di poter darne una anche alle storie che scrivo. La musica è fondamentale; è uno strumento importante per trasmettere emozioni. Ascolto musica di tutti i generi, ci sono pezzi che amo e pezzi che detesto, pezzi che ascolto per ore in loop e pezzi che mi mettono di cattivo umore solo dalle prime note. Ci sono giornate completamente caratterizzate da brani musicali che ascolto mentre sono in metro o in macchina... mi piaceva l’idea che anche Solari vivesse le sue avventure in questo modo, “vittima” di una canzone.

6. Ho notato una cosa leggendo le avventure di Giorgio Solari. Alcune sono raccontate in prima persona, altre in terza. A cosa è dovuto questo salto? Forse quelle in prima persona sono indagini che coinvolgono il protagonista più nel suo intimo?

In realtà è solo una scelta di stile. Una scelta “pavida”, nel senso che non ho mai avuto il coraggio di decidermi se scrivere in terza o in prima persona. In alcuni casi sentivo il bisogno di immergermi nel personaggio per dargli voce, per farlo parlare direttamente con il lettore. In altre situazioni mi sembrava troppo invasivo e sentivo la necessità di descrivere l’azione da un punto di vista più esterno. Ho provato a proporre il libro con questo doppio registro ed è piaciuto. Per usare un francesismo... mi è andata di culo.


7. Da dove nasce la collaborazione con Luca Russo?

Non l’ho mai conosciuto personalmente, ma spero di farlo presto. L’editore aveva in mente di realizzare un libro con illustrazioni perché vedeva (a ragione) in Giorgio Solari un personaggio da fumetto. Quando l’editor ha presentato i racconti in versione definitiva, Luca Russo li ha letti e ha realizzato i disegni per i capitoli. Mi sono piaciuti e tutto è andato secondo i piani.

8. Veniamo allo Jacopo Costa Buranelli line editor di J-Pop. Come ti trovi in questo nuovo ruolo? Come è stato parlare per la prima volta di fronte alla platea di Lucca Comics lo scorso Ottobre?

Lavoro in JPOP da molto tempo e sono molto contento di ciò che faccio. Ho avuto buoni maestri e diverse persone che hanno creduto in me. Questo è stato molto importante da un punto di vista professionale. Parlare per la prima volta a Lucca è stato traumatico! Mi sentivo come quando mi interrogavano in greco con conseguente ilarità generale nella classe. Fortunatamente, alla fine è andato tutto bene... rotto il ghiaccio, abbiamo parlato dei nostri progetti futuri senza giri di parole a tutti i ragazzi che ci seguono e ci supportano.

9. J-Pop nasce come una piccola casa editrice, per diventare una delle realtà più affermate e credibili del panorama manga italiano. Ho visto sempre tanta gente affollare il vostro stand nella quattro giorni lucchesi. Come avete fatto questo salto?

Impegno, idee, cura, rispetto. Abbiamo un editore intraprendente che si è messo in gioco e ha provato nuove tecniche di promozione che sono andate a buon fine. Abbiamo una squadra affiatata che s’impegna per rispettare i prodotti e i gusti dei lettori. Ci piace molto quello che facciamo, ci piacciono i manga e la cultura giapponese... e ci piace stupire!


10. Altra caratteristica di J-Pop sono le edizioni, sempre molto curate, sia nell'adattamento, sia nella stampa e nella rilegatura (non manca mai la sovracopertina). Questo dimostra che ci tenete davvero molto. Pensi che questa particolare attenzione all'edizione possa definirsi un vero e proprio segno distintivo di J-Pop?

Direi di sì. Credo che sia l’espressione della volontà di rispettare sia il prodotto che il lettore. Ci teniamo a fare bella figura e la cura dell’edizione è fondamentale per questo scopo.

11. Domanda immancabile, che tutti i lettori stanno aspettando: ci puoi dire qualche novità in anteprima sui programmi di J-Pop? Magari qualche annuncio-bomba?

A Lucca abbiamo già detto molte cose che caratterizzeranno il 2011. Torna Fujisawa, arriva Attack n.1, arriva Hetalia... tante CLAMP, Sakamoto con The Climber, il one shot di Boichi, i nuovi Zelda, i nuovi numeri del Next Dimension... insomma abbiamo tanto da fare! Poi recentemente siamo stati in Giappone a incontrare i nostri partner e a valutare un po’ di cosette interessanti... molto interessanti...

12. Per concludere torniamo al Jacopo Costa Buranelli scrittore. Ti ritieni soddisfatto di questa tua prima esperienza letteraria? Hai già in cantiere qualche nuova avventura di Giorgio Solari?

Per me è stata una grande opportunità e sono molto contento. Ho il brutto vizio di avere poca fiducia in me stesso e vedere il libro stampato mi ha iniettato una dose di positività non indifferente. Già mentre scrivevo i primi sette racconti, avevo in mente nuove avventure del buon Solari... speriamo che vedano presto la luce! Magari qualcuno si prende bene e ne fa una graphic novel pettinata...

Grazie mille per la chiacchierata, spero di ritrovarti presto sulle pagine di AnimangaPlus!

Grazie a te per questa opportunità e tanti auguri per Animanga... un sito sempre sulla cresta dell’onda e dalla classe invidiabile!

 

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