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Monster Hunter Epic: Intervista al traduttore Fabiano Bertello PDF Stampa E-mail
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Scritto da Andrea "Ryo" Consonni   
Domenica 01 Marzo 2015 11:42

 

 

In occasione dell'uscita di Monster Hunter Epic vi proponiamo in esclusiva un'intervista al suo traduttore: Fabiano Bertello.

 

 


monster hunter epic 1AP: Ciao Fabiano, piacere di conoscerti. Fai questo lavoro da tanto tempo?

 

FB: Non moltissimo, tra poco saranno due anni. Ho iniziato relativamente tardi (ormai vado per la quarantina), perché ho voluto sentirmi sicuro di quello che facevo prima di lanciarmi sul mercato e la cosa ha richiesto "un po'" di tempo.

Sono comunque felice di essermela presa con calma, perché questo mi ha permesso di accumulare esperienze abbastanza variegate, sia a livello linguistico che non. Un traduttore deve essere capace di giostrarsi negli ambiti più diversi e avere delle conoscenze, anche solo di base, di varie materie risulta sempre molto utile.

 

AP: Quali altri manga hai tradotto?

 

FB: Tra quelli usciti al momento, ho lavorato su Il segreto di Ai-chan, una spassosa commedia romantica che sono felicissimo di vedere che sta piacendo molto ai lettori (anch'io mi sono divertito molto a tradurla ^^) e Chrome Shelled Regios - Missing Mail (solo l'ultimo volume), una serie fantasy/fantascientifica molto avvincente, che mi ha dato abbastanza da lavorare per varie ragioni.

Ma la serie che mi ha dato sicuramente di più da lavorare, fino a questo momento dovrebbe uscire a breve e si intitola Franken Fran. Una serie che io adoro, veramente; capace di unire fantascienza e horror in un mix unico. La cosa che mi piace di più della trama è che non è completamente campata in aria, ma fa spesso riferimento a elementi scientifici reali (anche se poi gonfiati dalla fantasia dell'autore). Ed è proprio questo l'aspetto che mi ha dato più lavoro, perché prima ho dovuto sapere quale fosse la realtà scientifica, per poi rimodellarla secondo la fantasia dell'autore.


AP: Conoscevi già MH prima di tradurre questo manga?

franken fran 1 original

FB: Devo essere sincero, lo conoscevo di nome, ma non ci ho mai giocato, né ho mai letto le serie correlate. Non sono un grande appassionato di videogiochi, anche perché ho ben poco tempo per giocarci... devo dire però che documentandomi in occasione di questa traduzione, ho trovato un mondo molto interessante e ben costruito. Non me lo aspettavo, devo fare i miei complimenti ai creatore per l'impegno profuso in questa serie (complimenti a vuoto visto che non credo leggeranno questo articolo, ma dubito che avrò l'occasione di incontrarli di persona...).


AP: MH non è solo videogiochi, ma novel, manga, animazione. Un universo con milioni di fan in tutto il mondo. Come ti sei approcciato alla traduzione di un'opera del genere?

 

FB: Devo confessarti che in effetti la cosa in un primo momento mi ha spaventato un po'... avere tanti lettori fa sempre piacere, ma è anche una responsabilità, perché significa che hai di fronte anche tanti occhi attenti che si aspettano di trovare il meglio possibile da quello su cui stai lavorando.

Come dicevo poco fa, io Monster Hunter lo conoscevo solo di nome, quindi la prima e fondamentale cosa che ho fatto è stata prendere in mano internet e andare a documentarmi. Per fortuna, un grande fandom significa anche un gran numero di siti che ne parlano, anche molto dettagliatamente. Ho perciò cercato di individuare quelli che mi sembravano più completi e affidabili, sia in italiano, sia in inglese, sia in giapponese e me li sono sfogliati. Ogni volta che nel manga c'era un termine che mi sembrava un richiamo al gioco (per fortuna erano relativamente facili da individuare, spero di non essermene perso qualcuno, se no, chiedo venia...) andavo a cercare i dettagli su questi siti; non tanto per sapere la traduzione, per la quale avevo il riferimento delle traduzioni Capcom, quanto per sapere di cosa si parlava (che caratteristiche avesse quel mostro o quell'oggetto, dove si trovava, come si usava, ecc.).

Bisogna ammetterlo, Internet è una vera manna per i traduttori: la stessa traduzione, una ventina di anni fa sarebbe stata un vero salto nel buio...


AP: In cosa è diverso tradurre MH piuttosto che un manga come Franken Fran o il Segreto di Ai chan?il segreto di ai chan 1

 

FB: Uhm... bella domanda... in realtà ogni manga è una realtà a sé. Ognuno ha le proprie caratteristiche, le proprie bellezze e le proprie osticità. Compito del traduttore è coglierne lo spirito e cercare di trasmetterlo al meglio, cercando di conciliare la naturalezza del testo tradotto con la fedeltà all'originale.

Ad esempio, di Ai-chan (io lo chiamo affettuosamente così), io amo la freschezza del linguaggio, molto spontaneo e giovanile. Ho cercato di rendere al meglio questo aspetto, spero la cosa sia stata gradita anche ai lettori. Al contrario, mi ha dato non pochi grattacapi la resa di un piccolo particolare: Aiko, in giapponese, parla con un linguaggio spiccatamente maschile; cosa tutt'altro che semplice da rendere in italiano, dove sostanzialmente non esiste una vera diversità tra il linguaggio maschile e quello femminile...

Per Franken Fran, la croce e delizia è stata la scienza. La biologia, ma non solo. Io alle superiori ho fatto una scuola con orientamento scientifico, quindi un po' di basi le avevo, ma ovviamente sono state parecchie le cose che ho dovuto approfondire o rinfrescare. Un'altra cosa che adoro della serie è quel gusto anni ottanta che la pervade. Non c'è una vera ambientazione temporale, e molti riferimenti (cellulari, internet) la fanno collocare sicuramente più vicina a noi, ma l'aria che si respira a mio parere è decisamente quella. E a questo ho cercato di attenermi anche con il linguaggio.

Passando poi a Monster Hunter, come dicevo, quando ho iniziato a lavorarci ho scoperto un mondo che non conoscevo. Questa è sicuramente la sua bellezza e al contempo la sua difficoltà. Ho cercato di attenermi quanto più strettamente possibile alle traduzioni già esistenti, non perché volessi risparmiarmi del lavoro (anzi, se avessi fatto di testa mia, avrei fatto indubbiamente più in fretta), ma perché era mia intenzione far sentire al lettore il forte legame che la serie ha con il gioco. Volevo che ogni volta che leggesse il nome di un oggetto (molte volte nominato di sfuggita e con nonchalance dai personaggi), la sua mente andasse a quell'oggetto all'interno del gioco. La serie Epic è fortemente legata a Monster Hunter Tri e Monster Hunter 3 Ultimate, molto più che ai romanzi o alle altre serie.


AP: Su quali altri manga stai lavorando attualmente oltre a MH?

FB: In questo momento, sto lavorando a una serie poliziesca molto interessante, non esiterei a definirla un hard boiled. La consiglio assolutamente a tutti quelli che vogliono vedere un fedelissimo ritratto della società giapponese, sia nei testi che nelle immagini. Per ora non posso anticiparvi il titolo, ma sappiate che lo troverete in fumetteria tra qualche mese, quindi stay tuned!


AP: Grazie mille per la tua disponibilità!

 

FB: Grazie mille a te! E un saluto a tutti i tuoi lettori! Che onore! La mia prima intervista! Sono emozionato! ^^

 

 

 

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