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Hirohiko Araki: La conferenza di Lucca Comics 2019! PDF Stampa E-mail
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Scritto da Andrea "Ryo" Consonni   
Venerdì 01 Novembre 2019 10:42

 

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Alla scoperta dell'autore di Jojo alla conferenza stampa di Lucca Comics And Games 2019

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mercoledì 30 ottobre 2019

11:30 Sala dell’Oro, Lucca Comics and Games 2019

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Il geniale Hirohiko Araki, autore della saga di Jojo, incontra per la prima volta il pubblico italiano.

Il sensei si presenta in sala stampa insieme ai suoi accompagnatori e allo staff Star Comics, capitanato da Cristian Posocco e da Claudia Bovini. Il sensei si presenta con un look impeccabile e molto curato, indice dell’attenzione che da sempre lo contraddistingue per la moda e i particolari.

In una sala stampa gremita per le grandi occasioni, le domande si sono succedute incessanti per quasi un’ora di piacevole chiacchierata.

 

 

1. Ci può parlare del processo di creazione del look dei suoi personaggi?

Si basa sugli incontri quotidiani, quello che capto dalle persone strane coraggiose e colorate che incontro per la strada. Le fotografo e guardando le immagini capto la posizione dei personaggi. In particolare in Italia mi rifaccio alle statue per il design classico.

 

2. Nel processo di creazione si nota l’ influenza europea e neoclassica. Come hanno accolto questa cosa i fan giapponesi?

Questo stile lo ho appreso dalle visite ai musei italiani da giovane

Per me è naturale disegnare così e anche il pubblico giapponese lo accetta perché è spontaneo

Se dovessi disegnare un look giapponese non mi risulterebbe e così facile e il pubblico lo noterebbe.

 

4. Lei è stato selezionato insieme ad altri autori per disegnare il poster delle prossime olimpiadi. Come ha ricevuto proposta e se ci può parlare del progetto.

Sono grato di essere stato scelto, ma ancora non so bene il motivo per cui è capitato. Credo che il comitato olimpico mi abbia scelto per le mostre che ho tenuto.

Per quanto riguarda il progetto, lo sto disegnando, non ho ancora finito, ma mi piace quello che sto disegnando.

 

5. Cosa la ha ispirata per la creazione di Jonathan di Phantom Blood?

In Giappone c’è una catena di ristoranti che si chiama Jonathan, il nome viene da li. Per quanto riguarda il look, il personaggio doveva essere un macho italiano. Il ristorante invece è in stile americano.

 

8.Una volta terminata parte otto quale futuro ci aspetta per Jojo?

Non lo so ancora, ci penserò poi.

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9. Conosce il fumetto americano di supereroi e quanto la influenza ?

Non ero un lettore di Comics. Ha letto fumetti francesi. Mi piace Spider-Man, ma credo che siano personaggi che pensano troppo e si piangono troppo addosso. Preferisco personaggi coi piedi per terra, che guardano avanti rispetto a quelli troppo lamentosi.

 

 

10. Collaborerebbe alla realizzazione di un film horror ? Con quale autore e a che tipo di film vorrebbe collaborare?

Mi piacciono gli horror ma gli horror realistici. Apprezzo molto Walking Dead.

 

11. In estate si è chiusa la saga animata di Vento Aureo in Italia.

Alla fine c’era la scelta di combattere o meno contro il boss. Pannacotta ha lasciato il gruppo invece che combattere. Che fine ha fatto?

Vento aureo usciva su Shonen Jump. Per i bamibini la cosa più brutta è il tradimento. Se si continua a far vedere il traditore dopo che ha tradito, il bambino diventa più triste e la storia più pesante, quindi ho scelto di lasciarlo andare.

 

12. Come mai ha resettato tutto alla fine di Stone Ocean?

E stato dura lasciare i personaggi ma ero arrivato a una conclusione. Ma con un processo di rinascita e ricreazione i personaggi rinascono in modo diverso.

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13. La saga di Jojo è cambiata negli anni. Come è cambiato lei in termini artistico e routine lavorativa?

Sono cambiato, ma riguardo ai personaggi e alla storia rimane la spiritualità, il legame, il cuore e lo spirito dei personaggi.

All’inizio con Phantom Blood Jonathan muore, ma trasmette il suo spirito e i suoi valori ai suoi successori lungo tutta la saga.

All'inizio i personaggi erano forti e muscolosi e avevano il potere delle onde concentriche, ma i valori hanno portato alla nascita dello stand come spirito guardiano trasmesso alle generazioni future.

14. Come nasce uno stand? Dal potere al look, quanto tempo ci vuole?

Lo stand è l’incarnazione di questa anima immortale e forte, che si riflette sullo stand e io lo metto su carta.

 

15. Nell’universo di Jojo tutti i più forti hanno a che fare col tempo e possono fermarlo o manipolarlo. Come mai? Cosa è il tempo per lei?

Per me la manipolazione del tempo è il potere più forte che ci sia. Quando poi creo il boss finale è ovvio che abbia questo potere. Mi affascina il fatto di poter manipolare il tempo e passare il potere dai genitori ai figli.

 

16. A chi o cosa si è ispirato per creareYoshikage Kira?

Quando lo ho creato ho immaginato che il mio vicino fosse un assassino e ho cercato di immaginare come potesse essere. Kira accetta se stesso, non è combattuto e guarda oltre. Si conosce molto bene e affronta la vita di conseguenza.
Anche in aereo leggevo libri sugli assassini.

 

17. Lei è appassionato di moda. Ci può dire se ha in vista una nuova collaborazione dopo quella con Gucci e quali sono i suoi stilisti preferiti?

Ringrazio Gucci per la collaborazione per le mostre che abbiamo organizzato, anche in Italia. Da giovane amavo Versace x le spille e per lo stile. Al momento non ho in programma altro.

18. Qual’è il suo personaggio preferito della saga di Jojo?

Si tratta di un tipo grassoccio che viene ucciso nella quarta serie da Kira. Si chiamava Shigechi, raccoglie sempre le monete.


19 Qual’è il moomento della saga a cui è e'piu affezionato? Il suo ciclo preferito?

Sicuramente la quarta serie, ambientata a Morio-Cho, che è stata creata ispirandosi alla città dove sono nato.

 

20. L’importanza delle suggestioni musicali nella sua opera. Anche Haruki Murakami ha influenze musicali nella sua opera. Pensa ci siano similitudini con lui?

Non lo conosco, non conosco le sue opere. Non credo ci siano similitudini. Per me è una cosa quotidiana, ascolto sempre musica. Io ero già stato in Italia a Lucca anni fa per Puccini.

 

21. Dio Brando è stato molto a lungo nella serie e si è reincarnato nella settima stagione con The World. Come mai questa scelta?

Ci ho pensato molto. Dio Brando è così forte e fa così paura non ha il senso responsabilità, è l’antitesi del buono. Il fatto che il potere sia tramandato con la resurrezione è molto affascinante. La rinascita è ancora più spaventosa. Questo è un aspetto che in Giappone è ritenuto molto spaventoso.

 

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