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J-Pop: Focus on - I club scolastici giapponesi PDF Stampa E-mail
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Scritto da Andrea "Ryo" Consonni   
Martedì 15 Novembre 2011 07:31

J-Pop presenta un interessante approfondimento sui club scolastici giapponesi.

 

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Il club di musica leggera di K-ON!, La Brigata S.O.S capitanata da Haruhi Suzumiya, il club di arrampicata in The Climber, la squadra di pallavolo di Kozue Ayuhara in Attack No.1, il club di calcio di Angel Voice. La maggior parte delle commedie scolastiche che riempiono le pagine dei manga hanno un punto in comune: il “club scolastico”.

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Ma che cos'è esattamente questo “club scolastico”?


Il “club” (club katsudo oppure bukatsu) è un'attività extracurricolare che si svolge all'interno della scuola, dopo le lezioni. Cooosa? I giapponesi restano a scuola anche dopo le lezioni?” penserete. Sì, ma le cose nella terra del Sol levante funzionano un po' diversamente rispetto a casa nostra.

La partecipazione a un club è molto importante, soprattutto al liceo. In Giappone, nei moduli prestampati per compilare un curriculum vitae c'è anche una sezione apposita per indicare i club frequentati. Non esistono borse di studio sportive; l'unica agevolazione è quella di saltare l'esame di ammissione per chi eccelle negli sport, ma l'essere stato presidente di un club, avere vinto qualche riconoscimento, o essere stato capitano o comunque titolare di un club sportivo vincente rimane comunque un ottimo biglietto da visita per qualsiasi università o impiego.
Al contrario, chi non partecipa a nessuna attività extrascolastica o, per dirla meglio, fa parte del jitaku-bu (“club di quelli che se ne tornano a casa”) è spesso etichettato come uno svogliato. Questo può influenzare molto negativamente il curriculum, se accompagnato da voti per così dire “nella media”, mentre è tollerato per gli studenti più brillanti.

Come funzionano i club?

Alle superiori, i club sono interamente gestiti dagli studenti. In linea di massima, un club viene formato con la presenza minima di quattro membri, un professore in veste di consulente, e in seguito all'approvazione del consiglio degli studenti.
Oltre a occuparsi a turno delle pulizie della propria aula, i membri dei club sono responsabili di tutte le strutture presenti nello spazio a loro assegnato. Nei club vige una gerarchia molto forte tra senpai e kohai (studenti più anziani e più giovani, spesso distinti da un particolare nelle uniformi); per questo spesso agli studenti del primo anno sono assegnate le pulizie e gli allenamenti sui fondamentali di uno sport, e per questo raramente potranno partecipare in veste di titolari agli eventi tenuti dal club di cui fanno parte.
Così come il buon nome di una scuola dipende dalla qualità dei suoi club, il club dipende a sua volta dalla condotta degli studenti. Dato che le regole scolastiche sono valide anche al di fuori della scuola e delle ore di lezione, la cattiva condotta da parte di un membro di un club, sia fuori che dentro l'edificio scolastico, può pregiudicare il club stesso.

I club si possono dividere grossolanamente in due categorie principali, i club sportivi e quelli culturali.

I club sportivi sono solitamente quelli di calcio, baseball, basketball, pallavolo, kendo, judo, tennis, atletica leggera etc., e in base alle attrezzature possono essere presenti anche club più particolari come quelli di nuoto, climbing, o ping-pong.

La vita all'interno di un club sportivo può essere dura. La squadra partecipa agli allenamenti quotidianamente, generalmente ogni pomeriggio dopo le lezioni, ma in alcuni casi anche di mattina.
Spesso durante le vacanze estive vengono organizzati dei “ritiri”, ovvero full immersion nello sport, in cui gli studenti sono talmente indipendenti e che, in alcuni casi, si occupano addirittura della cucina. La partecipazione a tutte le attività del club è obbligatoria per chi vuole diventare titolare, e nonostante il clima da “tutti insieme appassionatamente”, in realtà la competizione è molto accesa. A uno studente del primo anno che diventa titolare grazie alle sue capacità può comunque capitare di attirare contro di sé l'invidia dei suoi senpai meno dotati.
La forza di un particolare club dona prestigio alla scuola e all'attività che produce risultati migliori vengono spesso destinati più fondi economici rispetto agli altri.
Nei manga, la figura chiave in questo tipo di club è il manager: mascotte della squadra, motiva i ragazzi con la sua dolcezza e passa il suo tempo a distribuire asciugamani e a portare in giro secchi di cui non si capisce l'utilità; a questo riguardo, un esempio esaustivo si riscontra nel manga sportivo “Angel Voice”, dove ritroviamo la giovane manager Mai Takahata sempre intenta a dare il suo supporto, sia pratico che morale, agli scapestrati membri del club di calcio dell’Ichiritsuranzan, arrivando a cantare per loro canzoni capaci di risvegliare il loro spirito combattivo e il loro orgoglio (da qui il titolo dell’opera).
Nella realtà il manager è spesso dello stesso sesso dei membri della squadra, e si occupa delle strutture, della contabilità e dell'organizzazione del club in generale. Che peccato, eh?

club di baseball giapponese

Arte, letteratura, ikebana, cerimonia del tè e musica leggera sono invece attività caratteristiche dei club culturali. Questi club occupano solitamente un'aula disponibile tra quelle più affini alla loro attività. Infatti, come vedremo presto, le ragazze del club di musica leggera di K-ON! occuperanno l'aula di musica. La partecipazione a questi club non sempre è obbligatoria. Sono considerate attività “da secchioni” non sempre contemplate nei manga – a parte club assurdi come il “Club di apprezzamento del riso al Curry”, “Club dell'occulto”, o la già citata “Brigata S.O.S” di Haruhi  – ma sono comunque parte integrante della vita scolastica giapponese.
I risultati delle attività dei club culturali vengono mostrati soprattutto durante il bunkasai (“festival della cultura”), avvenimento annuale in cui tutte le classi e i vari club organizzano attività per intrattenere studenti e ospiti.

scuola giapponese studentesse giapponesi

I club scolastici sono dunque un elemento importantissimo dello slice of life giapponese, e la loro presenza influenza positivamente la formazione degli studenti, sotto il punto di vista del senso di responsabilità, delle relazioni interpersonali e, da un punto di vista molto nipponico, danno un assaggio della gerarchia che i ragazzi giapponesi incontreranno nel mondo del lavoro.
Sono inoltre utili anche dal punto di vista economico, in quanto molte famiglie potrebbero non avere la possibilità di far frequentare ai figli dei corsi sportivi o culturali, preferendo investire le risorse a loro disposizione nell’istruzione scolastica.

Georgia Cocchi Pontalti

 

 

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